Riconoscimento de visu — il self check-in è legale?
Caricare il documento non basta: serve un confronto visivo tra la persona e il documento.
La regola
L’articolo 109 del TULPS impone di identificare le persone alloggiate prima dell’inizio del soggiorno. La circolare del Ministero dell’Interno n. 38138 del 18 novembre 2024 e la sentenza del Consiglio di Stato n. 9101/2025 del 21 novembre 2025 hanno chiarito che la verifica visiva dell’identità è una garanzia sostanziale, non una formalità sostituibile con il solo invio del documento.
Che cosa non basta
Far caricare all’ospite la foto del documento e inviargli un codice di accesso, senza alcun confronto visivo tra la persona e il documento, è considerato insufficiente dalla circolare 38138/2024.
Che cosa è permesso
Il self check-in resta consentito, ma deve comprendere un momento di verifica visiva dell’identità in tempo reale: di persona, in videochiamata, oppure con un sistema che attivi la verifica biometrica al momento dell’arrivo alla struttura.
Il punto discriminante è che la verifica sia effettiva, in tempo reale e contestuale all’ingresso dell’ospite.
Come ti aiuta Alloggy
- Raccogliamo i dati e la foto del documento prima dell’arrivo, così al momento del check-in resta solo il confronto visivo
- Archiviamo tutto nella prenotazione, pronto in caso di controllo
Informazioni verificate il 18 luglio 2026. Non sono un parere legale: normative, importi e scadenze cambiano e possono variare da Comune a Comune. In caso di dubbio rivolgiti al tuo commercialista o all’ufficio competente.